Federigo Tozzi

Tre croci

Presero, come se l'uno volesse far piacere all'altro, per Via delle Terme, dove potevano incontrare meno conoscenti. Le case alte e strette insieme dànno un senso d'angustia monotona; con i vicoli di Fontebranda come tanti baratri che lasciano vedere, lontana, una collina verde e intramezzata di cipressi neri. In Piazza di San Domenico si fermarono; sicuri che lì non li avrebbe uditi nessuno. C'è un giardinetto mezzo devastato con un abete in mezzo; su cui s'arrampicavano un branco di monelli. La Chiesa è d'un rosso tutto eguale; con le finestre tappate a mattoni e la torre crettata da cima a fondo. Dentro uno spiazzo, tra due mura sporgenti accanto alla torre, su per un arco chiuso che arriva fino al tetto, una striscia d'erba sempre più larga in basso; che va a unirsi con quella del prato.

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