Fruttero e Lucentini

Il palio delle contrade morte

Intorno alla concava, inclinata piazza del Campo (che ha la forma di una conchiglia ed è pavimentata in cotto, a spina di pesce) corre un anello di pietra lungo poco più di 300 metri. Su questo perimetro, cinque giorni prima del Palio, una speciale miscela di tufo e sabbia, conservata e curata d'anno in anno in certe cantine dei magazzini del comune, viene sparsa e pressata per uno spessore di 20 cm e una larghezza di 7 metri e 50. Si dice allora che "c'è la terra in piazza", ossia che la febbre della gara è entrata nello stadio acuto. La corsa ( detta anche "carriera") è brevissima. I cavalli, montati a pelo dai fantini, devono percorrere tre soli giri di pista, e lo fanno in un centinaio di secondi. Ma quel minuto e mezzo, atteso, preparato, immaginato, sognato per un anno intero da un'intera città , e intollerabilmente repressi dall'ultima, sapiente, torturante dilazione del corteo storico, esplode infine con un furore liberatorio che non ha eguali in nessun'altra competizione del mondo. È come lo scatto di un'immensa molla, come un'eruzione vulcanica, come lo sfondamento di una diga, come .... Valeria (con la massima disinvoltura)- Come un orgasmo. Guido baldo- ecco, appunto.

Pubblicato da Ermaurizio