Umbria

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Simone Weil

Attesa di Dio

Mentre ero sola nella piccola cappella romanica del XII secolo di Santa Maria degli Angeli, incomparabile meraviglia di purezza, dove S. Francesco ha pregato molto spesso, qualcosa più forte di me mi ha obbligata, per la prima volta nella mia vita, a inginocchiarmi.

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Clinton Scollard

May in Umbria (Lyrics of the dawn)

Say, O wander-lover, say, What is May in Umbria? Days that never dim nor darkle; Nights that spangle, nights that sparkle; Dawns that flame with burnished splendor; Eves that melt in raptures tender; Noons that glow with sapphire burning; Singing waters seaward yearning; Shouting weir and lilting shallow; Green on fertile field and fallow; Grain in ripples, grain in billows; Silvery poplars, silvery willows; Music-making contadini; Glossy curls and dark eyes sheeny; Nightingales in copse and clover, Each a little lyric lover; Cuckoo-gossips never quiet; Blossom-revel, blossom-riot; Every breeze abrim with fragrance From the hill and valley vagrants; Roses in the tangled coppice, Privet, pimpernel and poppies; Harebells, thyme in purple stretches; Vervain, violets and vetches; Stately corn-flags hued as fire is; Honeysuckle, orchid, iris — Web as delicate and dear as Ever Shah beheld in Shiraz; And through all, above and under, Something moving like a wonder, Something vigorous and vernal, Evanescent, yet eternal! Such, the wander-lovers say, Such is May in Umbria.

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Anonimo

Confessione di Norcia

DOMINE, mea culpa. confessu so ad me senior Dominideu et ad mat donna sancta Maria et ad s. Mychael archangelu et ad s. Johanne Baptista et ad s. Petru et Paulu et omnes sancti et sancte Dei, de omnia mea culpa et de omnia mea peccata, ket io feci da lu batismu meu usque in ista hora, in dictis, in factis, in cogitatione, in locutione, in consensu et opere, in perjuria, in omicidia, in aulteria, in sacrilegia, in gula, in crapula, in commessatione et in turpis lucris. me accuso de lu corpus Domini, k'io indignamente lu accepi. me accuso de li mei adpatrini et de quelle penitentie k'illi me puseru e nnoll'observai. me accuso de lu genitore meu et de la genitrice mia, et de li proximi mei, ke ce non abbi quella dilectione ke me senior Dominideu commandao. me accuso de li mei sanctuli et de lu sanctu baptismu, ke promiseru pro me et noll'observai. me accuso de la decema et de la primitia et de offertione, ke nno la dei siccomo far dibbi [...] Amen

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Giosué Carducci

Alle Fonti del Clitunno in Odi Barbare

Oscure intanto fumano le nubi su l’Appennino: grande, austera, verde da le montagne digradanti in cerchio L’Umbrïa guarda. Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte nume Clitumno! Sento in cuor l’antica patria e aleggiarmi su l’accesa fronte gl’itali iddii. Chi l’ombre indusse del piangente salcio su’ rivi sacri? ti rapisca il vento de l’Appennino, o molle pianta, amore d’umili tempi! Qui pugni a’ verni e arcane istorie frema co ‘l palpitante maggio ilice nera, a cui d’allegra giovinezza il tronco l’edera veste: qui folti a torno l’emergente nume stieno, giganti vigili, i cipressi; e tu fra l’ombre, tu fatali canta carmi o Clitumno. testimone di tre imperi, dinne come il grave umbro ne’ duelli atroce cesse a l’astato velite e la forte Etruria crebbe: ... Plaudono i monti al carme e i boschi e l’acque de l’Umbria verde: in faccia a noi fumando ed anelando nuove industrie in corsa fischia il vapore

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Gabriele D'Annunzio

Elettra - Le città del silenzio

Todi, volò dal Tevere sul colle l’Aquila ai tuoi natali e il rosso Marte ti visitò, se il marzio ferro or parte con la forza de’ buoi le acclivi zolle. 5 Ebro de’ cieli Iacopone, il folle di Cristo, urge ne’ cantici; in disparte alla sua Madre Dolorosa l’arte del Bramante serena il tempio estolle. Ma passa, ombra d’amor su la tua fronte 10 che infoscan gli evi, la figlia d’Almonte, il fior degli Atti, Barbara la Bella. E l’inno del Minor si rinnovella: «Amor amor, lo cor sì me se spezza! Amor amor, tramme a la tua bellezza!».

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Amelia Josephine Burr

Perugia

For the sake of a weathered gray city set high on a hill To the northward I go, Where Umbria's valley lies mile upon emerald mile Outspread like a chart. The wind in her steep, narrow streets is eternally chill From the neighboring snow, But linger who will in the lure of a southerly smile, Here is my heart. Wrought to a mutual blueness are mountains and sky, Intermingling they meet; Little gray breathings of olive arise from the plain Like sighs that are seen, For man and his Maker harmonious toil, and the sigh Of such labor is sweet, And the fruits of their patience are vistas of vineyards and grain In a glory of green. No wind from the valley that passes the casement but flings Invisible flowers. The carol of birds is a gossamer tissue of gold On tha background of bells. Sweetest of all, in the silence the nightingale sings Through the silver-pure hours, Till the stars disappear like a dream that may never be told, Which the dawning dispels. Never so darkling the alley but opens at last On unlimited space; Each gate is the frame of a vision that stretches away To the rims of the sky. Never a scar that was left by the pitiless past But has taken a grace, Like the mark of a smile that was turned upon children at play In a summer gone by. Many the tyrants, my city, who held thee in thrall. What remains of them now? Names whispered back from the dark through a portal ajar, They come not again. By men thou wert made and wert marred, but, outlasting them all, Is the soul that is thou - A soul that shall speak to my soul till I, too, pass afar, And perchance even then.

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Dante Alighieri

Paradiso (Canto XI)

Intra Tupino e l'acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo, fertile costa d'alto monte pende, onde Perugia sente freddo e caldo da Porta Sole; e di retro le piange per grave giogo Nocera con Gualdo. Di questa costa, là dov'ella frange più sua rattezza, nacque al mondo un Sole, come fa questo talvolta di Gange. Però chi d'esso loco fa parole, non dica Ascesi, ché direbbe corto, ma Oriente, se proprio dir vuole.

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Virgilio

Georgiche (Libro II - vv. 146-148)

saepe tuo perfusi flumine sacro, Romanos ad templa deum duxere triumphos. [bagnati nella tua sacra corrente hanno guidato al tempio degli dei i trionfi dei Romani.]

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Cecco Nuccoli

Sonetto

Non morier tanti mai di calde febbre, dal giorno in qua, ch'el primo fanciul nacque, quant'io ho pention, chéd él mi piacque, la scurità di quel ch'è ama co' lebbre. E co' l'Alpino trasmutato in Tebbre fu per fortuna de le soperchie acque, così io sono, poi che loco giacque, ove assaggiai del ben del dolce Tebbre. Ché corre sempre chiar come Tesino questo fiume real sovr'ogne fiume; infino al mar non perde il suo cammino. Risplende in esso un sì lucente lume, che chi lui mira di coraggio fino può dir ch'Amor lui regge un bel costume. Sì ch' i' ho lasciata l'aera de le chiane, e vòi' la Teverina per mio stallo, cambiand' o' il viso adora un chiar cristallo.

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Paolo Giordano

La solitudine dei numeri primi

Mattia si domandò come facessero a sentirsi a loro agio, ad agitarsi in quel modo sotto gli occhi di tutti. Poi pensò che era la cosa più naturale del mondo e che proprio per questo lui non ne era capace. #TwPrimi/16

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San Francesco d'Assisi

Il cantico delle creature

Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione. Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione. Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

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