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George Byron

Il pellegrinaggio del giovane Aroldo

... Più felice Ravenna! oh! di cadente Impero ultimo avanzo! a te nel grembo l'esule egregio ebbe riposo. Anch'ella di polvere immortale Arquà si vanta; Mentre Fiorenza indarno ognor richiama La spoglia di Colui che un giorno espulse.

Pubblicato da LtourER

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Gabriele d'Annunzio

Elettra - Le città del silenzio

Ravenna, Guidarello Guidarelli/ dorme supino con le man conserte/ su la spada sua grande. Al vólto inerte/ ferro morte dolor furon suggelli./ Chiuso nell’arme attende i dì novelli/ il tuo Guerriero, attende l’albe certe/ quando una voce per le vie deserte/ chiamerà le Virtù fuor degli avelli./ Gravida di potenze è la tua sera,/ tragica d’ombre, accesa dal fermento/ dei fieni, taciturna e balenante./ Aspra ti torce il cor la primavera;/ e, sopra te che sai, passa nel vento/ come pòlline il cenere di Dante.

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Gabriele D'annunzio

Elettra - Le Città del silenzio

Ravenna, glauca notte rutilante d’oro,/ sepolcro di violenti custodito/ da terribili sguardi,/ cupa carena grave d’un incarco/ imperiale, ferrea, construtta/ di quel ferro onde il Fato/ è invincibile, spinta dal naufragio/ ai confini del mondo,/ sopra la riva estrema!/ Ti loderò pel funebre tesoro/ ove ogni orgoglio lascia un diadema./ Ti loderò pel mistico presagio/ che è nella tua selva quando trema,/ che è nella selvaggia febbre in che tu ardi./ O prisca, un altro eroe renderà l’arco/ dal tuo deserto verso l’infinito./ O testimone, un altro eroe farà di tutta/ la tua sapienza il suo poema./ Ascolterà nel tuo profondo/ sepolcro il Mare, cui 'l Tempo rapì quel lito/ che da lui t’allontana; ascolterà il grido/ dello sparviere, e il rombo/ della procella, ed ogni disperato/ gemito della selva. «È tardi! È tardi!»/ Solo si partirà dal tuo sepolcro/ per vincer solo il furibondo/ Mare e il ferreo Fato./

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Lucio Dalla

Piazza Grande

E se non ci sarà più gente come me voglio morire in Piazza Grande, tra i gatti che non han padrone come me attorno a me.

Pubblicato da edoardo

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Stefano Benni

Il racconto dell'uomo con gli occhiali neri

Quando il gioco diventa duro i duri incominciano a giocare. (JOHN BELUSHI) Il nostro quartiere sta proprio dietro la stazione. Un giorno un treno ci porterà via, oppure saremo noi a portar via un treno. Perché il nostro quartiere si chiama Manolenza, entri che ce l’hai ed esci senza. Senza cosa? Senza autoradio, senza portafogli, senza dentiera, senza orecchini, senza gomme dell’auto. Anche le gomme da masticare ti portano via se non stai attento: ci sono dei bambini che lavorano in coppia, uno ti dà un calcio nelle palle, tu sputi la gomma e l’altro la prende al volo. Questo per dare un’idea. In questo quartiere sono nati Pronto Soccorso e Beauty Case. Pronto Soccorso è un bel tipetto di sedici anni. Il babbo fa l’estetista di pneumatici, cioè ruba gomme nuove e le vende al posto delle vecchie. La mamma ha una latteria, la latteria più piccola del mondo. Praticamente un frigo. Pronto è stato concepito lì dentro, a dieci gradi sotto zero. Quando è nato invece che nella culla l’hanno messo in forno a sgelare.

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Marino Moretti

A Cesena

Piove. È mercoledì. Sono a Cesena, ospite della mia sorella sposa, sposa da sei, da sette mesi appena. Batte la pioggia il grigio borgo, lava la faccia delle case senza posa, schiuma a piè delle gronde come bava. [...]

Pubblicato da edoardo

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Fulvio Dal Passo

senza amore

Avevi un cuore che donava amore oggi hai un amore senza cuore.

Pubblicato da effedalpasso

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Anatole France

Vino

Ah, la Virtù' : potessi un di raggiungerla... Intanto versatemi da bere.

Pubblicato da effedalpasso

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Francesco Guccini

Vacca d'un cane

Lì non sapevo: dall’Università prendevo per un ponte che portava fuori e mi trovavo, mi sembrava, alla periferia di Milano, un gasómetro binari del treno e palazzoni popolari. Oppure giravo per strade buie e labirintiche e di pacca non so come mi ritrovavo praticamente a Parigi, piazzetta coi banchetti di frutaròli e alberi, fontana e così via, in una scoperta continua di una città sconosciuta in mattinate o pomeriggi solitari e affascinanti, da ozioso immigrato, da turista. Certo, non solo non ero mai stato a Parigi, ma anche Milano, dettagli secondari, mi amancava; è che mi sembrava così, senza saper bene come, annusavo odori diversi, scrutavo facce nuove. Anche la polvere danzava in maniera differente.

Pubblicato da Litteratour

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Giovanni Pascoli

Canti di Castelvecchio

era, il babbo, in una via maestra: / sì, ma come, ma quanto era lontano! / Oltre monti, oltre fiumi, oltre pianure, / oltre città. Veniva da Cesena.

Pubblicato da muuffa

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