Palermo B.A

litteratour website

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Buenos Aires

E la città, adesso, è come una mappa delle mie umiliazioni e fallimenti; da quella porta ho visto i tramonti e davanti a quel marmo ho aspettato invano. Qui l'incerto ieri e l'oggi diverso mi hanno offerto i comuni casi di ogni sorte umana; qui i miei passi ordiscono il loro incalcolabile labirinto. Qui la sera cenerognola aspetta il frutto che le deve il mattino; qui la mia ombra nella non meno vana ombra finale si perderà, leggera. Non ci unisce l'amore ma lo spavento; sarà per questo che l'amo tanto. Image: B.A. - Xul Solar

Pubblicato da SicialiaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Evaristo Carriego

Palermo era una despreocupada pobreza. La higuera oscurecía sobre el tapial; los balconcitos de modesto destinodaban a días iguales; la perdida corneta del manisero exploraba el anochecer. Sobre la humildad de las casas no era raro algún jarrón de mampostería, coronado áridamente de tunas: planta siniestra que en el dormir universal de las otras parece corresponder a una zona de pesadilla, pero que es tan sufrida realmente y vive en los terrenos más ingratos y en el aire desierto y la consideran distraídamente un adorno. Había felicidades también: el arriate del patio, el andar entonado del compadre, la balaustrada con espacios de cielo. (...) Porque Buenos Aires es hondo, y nunca, en la desilusión o el penar, me abandoné a sus calles sin recibir inesperado consuelo, ya de sentir irrealidad, ya de guitarras (...), ya de roce de vidas.Photo by Horacio Coppola

Pubblicato da SiciliaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Evaristo Carriego

Migliaia di giorni che il ricordo non sa, zone offuscate del tempo, crebbero e si consumarono in seguito, fino ad arrivare, attraverso iniziative individuali – il Penitenziario nell’anno 77, l’Hospital Norte nell’82, l.’Hospital Rivadavia nell’87 – alla Palermo della vigilia degli Anni Novanta, quando i Carriego comprarono casa. E’ di questa Palermo del 1889 che voglio scrivere. Dirò senza riserve quello che so, senza omettere nulla, perché la vita è piena di pudori come un delitto, e noi non sappiamo quali sono per Dio le cose da esaltare. E poi è sempre il dettaglio essere patetico. Scriverò tutto, a costo di scrivere verità note, che però andranno perdute domani se trascurate, ed è questa la maniera più povera con cui si forma il mistero e il suo primo volto. Al di là della linea ferroviaria dell’Ovest, che andava verso il Centroamerica, il quartiere se ne stava in ozio tra le insegne dei venditori all’incanto, non solo sopra gli originari terreni incolti ma anche sopra lo sparpagliato ammasso di case di campagna, brutalmente lottizzate per essere poi avvilite da negozi, carbonaie, retrocortili, chiostri, barbierie e recinti per bestiame. Rimane qualche giardino affogato nel quartiere, di quelli con palme impazzite tra materiali e ferraglie, reliquia degenerata e mutilata di una grande villa.

Pubblicato da SiciliaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Evaristo Carriego

L’ondeggiante cavallo verdastro e il suo Garibaldi non opprimevano gli antichi Portones (il male si è fatto generale: non c’è più piazza che non subisca il suo intruso di bronzo). L’orto botanico, silenzioso arsenale di alberi, patria di tutte le passeggiate della Capitale, faceva angolo con la scomparsa piazza di terra; non così il Giardino Zoologico che si chiamava allora le belve e si trovava più a nord. Adesso (odore di caramella e di tigre) occupa il luogo dove cent’anni or sono si sollevarono i Cuartos di Palermo. Images: L'Orto botanico di Palermo, por Francesco Lojacono (1838-1915)

Pubblicato da SiciliaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Evaristo Carriego

Così fino alla fondazione di Don Juan Manuel, padre ormai mitologico di Palermo, non solo storico, come quel Domínguez-Domenico di Groussac. La fondazione si realizzò d’impeto. Una villa dolce di tempo lungo la strada per Barracas era quanto si usava allora. Ma Rosas voleva edificare, voleva una casa fatta sua figlia, non riecheggiante destini estranei, né da questi provata. Migliaia di carrettate di terra nera furono trasportate dalle piantagioni di alfalfa di Rosas (poi Belgrano) per livellare e bonificare il suolo argilloso, finché il fango ribelle di Palermo e la terra ingrata non si furono adattati alla sua volontà. Intorno agli anni quaranta, Palermo assurse a capintesta autoritaria della Repubblica, corte del dittatore e sinonimo di maledizione per gli unitari. Non riporto la sua storia per non offuscare il resto. Sarà sufficiente elencare “quella casa grande imbiancata chiamata il suo Palazzo” (Hudson, Far away and long ago, pagina 108) e gli aranceti e la piscina dalle pareti di mattoni e ringhiera di ferro, dove veniva sospinta la barca del Restauratore per quella sua navigazione tanto sobria da far commentare a Schiaffino: “La passeggiata acquatica a basso livello doveva essere poco piacevole, e in un percorso così angusto e equivaleva a una medicazioni miniatura. Ma Rosas rimaneva tranquillo; alzando lo sguardo vedeva stagliarsi contro il cielo le sagome delle sentinelle che facevano la guardia lungo la ringhiera e che scrutavano l’orizzonte con l’occhio vigile del Teru-Teru. Quella corte già si sfaldava sui bordi: l’appartata caserma di fango della divisione Hernández e l’accampamento litigioso e passionale delle truppe di colore, i Cuartos di Palermo. Il quartiere, come vedete, è sempre stato carta di due semi, moneta di due facce.

Pubblicato da SiciliaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Quotes

The artist Xul Solar is “one of the most singular events of our era” Xul Solar, “Pan ajedrez” (ca. 1945), 16.9 x 16.1 x 1 in (collection of Museo Xul Solar)

Pubblicato da SiciliaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Evaristo Carriego

Ho creduto, per anni, di essere cresciuto in un suburbio di Buenos Aires, suburbio di strade avventurose e di tramonti visibili. A dire il vero sono cresciuto in un giardino dietro le lance di un’inferriata, in una biblioteca di innumerevoli volumi inglesi. La Palermo di coltelli e di chitarre era presente agli angoli delle strade, ma chi popolava i miei mattini e dava piacevole orrore alle mie notti erano il bucaniere cieco di Stevenson agonizzante sotto gli zoccoli dei cavalli, e il traditore che abbandonò l’amico sulla luna, e il viandante del tempo che riportò dal futuro un fiore appassito, e il genio per secoli prigioniero nell’anfora salomonica, e il profeta velato del Jorasan, che dietro le gemme e le sete occultava la lebbra. Cosa c’era intanto dall’altra parte delle lance dell’inferriata? Quali destini elementari e violenti andavano compiendosi a pochi passi da me, nella bottega sordida o nelle spianate turbolente? Com’era in realtà quella Palermo o come sarebbe stato bello che fosse? A tali domande vuole rispondere questo libro, più immaginativo che documentario. Buenos Aires, gennaio 1955 Photo LTCSS SA

Pubblicato da SiciliaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Las calles” – Fervor de Buenos Aires (1923)

Las calles de Buenos Aires ya son la entraña de mi alma. No las calles enérgicas molestadas de prisas y ajetreos, sino la dulce calle de arrabal enternecidas de árboles y ocasos y aquéllas más afuera ajenas de piadosas arboladas donde austeras casitas apenas se aventuran hostilizadas por inmortales distancias a entrometerse en la honda visión hecha de gran llanura y mayor cielo. Son todas ellas para el codicioso de almas una promesa de ventura pues a su amparo hermánanse tantas vidas desmintiendo la reclusión de las casas y por ellas con voluntad heroica de engaño anda nuestra esperanza. Hacia los cuatro puntos cardenales se van desplegando como banderas las calles; ojalá en mis versos enhiestos vuelen estas banderas. Image: Pio Collivadino – Calle de Arrabal

Pubblicato da SiciliaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Evaristo Carriego

Cerco realtà più mobili. Al confine con Balvanera, verso est, abbondavano le case imponenti con la loro successione regolare di patios, case giallastre o brune con porte in forma d’arco – arco che specularmente si ripeteva nell’altro successivamente delicato cancello in ferro battuto. Quando le notti irrequiete d’ottobre spingevano sedie persone sulle soglie e le case spalancate si lasciavano scrutare fino in profondità, e i patios venivano inondati di luce gialla, la strada appariva tenera e confidenziale, le case vuote erano come lanterne messe in fila. Quell’impressione di serena realtà traspare meglio da una storia un simbolo che sembra avermi sempre accompagnato. È un istante strappato al fluire di un racconto ascoltato in un fondaco, e che era triviale e macchinoso ad un tempo. Lo recupero così senza ulteriori approfondimenti. L’eroe di quella primitiva Odissea era l’eterno criollo perseguitato dalla giustizia, denunciato quella volta da un individuo spregevole e deforme, ma insuperabile alla chitarra. Il racconto, ciò che di questo perdura, dice di come l’eroe poté evadere dal carcere, di come compì la sua vendetta in una notte sola, di come invano cercò il traditore, di come vagando per le strade piene di luna il vento sfinito gli portò l’eco della chitarra, di come seguì quella traccia attraverso i labirinti e le incostanze del vento, di come percorse e ripercorse le vie di Buenos Aires, di come giunse all’angolo appartato in cui il traditore suonava la chitarra, di come facendosi strada tra la gente lo trafisse di coltello, di come se ne andò stordito, lasciandosi dietro senza vita e senza voce il delatore e la sua chitarra cantastorie. Image: drawing by Miguel A. Repiso

Pubblicato da SicialiaLtour

Palermo B.A

Jorge Luis Borges

Evaristo Carriego

La via Godoy Cruz la rimontava fragorosamente il 64, veicolo servizievole che condivide con la potente ombra antecedente di Don Juan Manuel La fondazione di Palermo. La visiera di traverso e la trombetta “milonguera” del vetturino sollevavano l’ammirazione e l’emulazione del quartiere, ma il controllore – dubitatore per professione dell’onestà – era un’istituzione combattuta, e non mancò il compare che s’infilò il biglietto nelle braghe ripetendo con indignazione che se lo volevano non dovevano fare altro che prenderselo.

Pubblicato da SiciliaLtour

Table of Contents