Primo Levi. La tregua

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Primo Levi. La tregua

Primo Levi

La tregua

Nell'infermeria del Lager di Buna-Monowitz eravamo rimasti in ottocento. Di questi, circa cinquecento morirono delle loro malattie, di freddo e di fame prima che arrivassero i russi.

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La tregua

Il treno ripartì, e con un tragitto tortuoso e vago ci condusse in un luogo chiamato Szczakowa. Qui la Croce Rossa polacca aveva istituito un meraviglioso servizio di cucina calda.

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La tregua

... in silenzio pose sotto il naso del cerbero una abbagliante scatola di Pork, adorna di un'etichetta multicolore, e di futili istruzioni in sei lingue sul giusto modo di manipolare il contenuto. Così ci conquistammo un tetto e un letto a Cracovia.

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La tregua

A Buna non si sapeva molto del Campo Grande di Auschwitz ... Quando il carro di Yankel varcò la soglia famosa, rimanemmo sbalorditi. ... quella in cui entravamo era una sterminata metropoli.

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Ripartimmo nel pomeriggio. C'era il sole. Il nostro povero treno si fermò al tramonto, in avaria: rosseggiavano lontani i campanili di Cracovia.

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